Articoli di Giovanni Papini

1904


in "I fatti del mondo":
I socialisti e Loubet

Pubblicato su: Il Regno, anno I, fasc. 23, p. 3
Data: 1 maggio 1904




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   La democrazia italiana è in festa e mette fuori le sue bandiere e i suoi lumi come non faceva da un pezzo. Finalmente i repubblicani possono gridare Viva la repubblica, senza essere arrestati, e i socialisti posson veder da vicino il governante supremo del paese beato ove si cacciano i preti e i frati, e sì tolgono i crocifissi dai tribunali, e i borghesi sono ancora più cani frustati che in Italia.
   Gli uomini rossi fanno baldoria e in grazia del signor Loubet sopportano la presenza di Vittorio Emanuele III, come sì degnano di non fischiare la Marcia Reale, semplicemente perchè è alternata colla Marsigliese.
   E la loro gioia si spiega la Francia è il modello a cui vorrebbero ridurre l'Italia. Un paese repubblicano, anticlericale, in mano ai socialisti, farebbe più comodamente i loro affari di quello che non faccia una monarchia nella quale la Chiesa e la borghesia non abbiano ancora perso le ultime loro posizioni.
   Si spiega però assai meno la gioia dei borghesi, i quali dovrebbero capire che tutto questo entusiasmo per Loubet e tutta questa strombazzata Marsigliese sono in fondo una dimostrazione contro di loro. L'Avanti ha già esibito in esempio la borghesia francese la quale «riscatta le fucilate di Fourmès e di Chalons, con la rapida marcia al compimento della sua storia»; cioè, in lingua povera, fa di tutto per finir presto e per farsi spacciare. Infatti la risposta popolare alla longanimità della borghesia francese è stata la jacquerie sanguinosa, incendiaria e saccheggiatrice dl Armentières.


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